Ecco a Voi la prima applicazione FaceBook targata EgoRego:
http://apps.facebook.com/ricette/
L’applicazione attualmente consente solo la ricerca di ricette dal nostro database, ma verrà presto arricchita di funzionalità.
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l Web marketing è la branca delle attività di marketing dell’azienda che sfrutta il canale online per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali (promozione/pubblicità, distribuzione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) tramite il Web.
Solitamente le attività di web marketing si traducono in primis con la pubblicazione di un progetto, poi nella realizzazione di un sito internet e la sua promozione, in questo modo l’azienda presidia il canale web attirando visitatori interessati ai prodotti/servizi in assortimento.
Il web marketing si affianca quindi alle strategie di promozione/vendita tradizionali e alle analisi di mercato offline, permettendo di avviare una relazione con il pubblico di questo canale.
La strategia è: “Ottenere massima visibilità”. Coerentemente, la tattica principale è portare il proprio sito web ai primi posti nelle pagine dei risultati di un motore di ricerca, allo scopo di renderli più visibili di quelli dei concorrenti e quindi, preferibili.
Negli anni Novanta si occupava del web marketing direttamente webmaster oppure, nei siti più grandi, una persona specializzata. Negli ultimi anni si è assistito alla nascita e all’affermazione di agenzie di consulenza specializzate, denominate “agenzie per l’ottimizzazione sui motori di ricerca” (SEO agencies) .
Le attività che oggi caratterizzano il web marketing sono le seguenti:
Rientra tra le competenze del web marketing ogni azione a pianificazione che abbia come finalità il ritorno sull’investimento di un progetto online. L’azione si sviluppa attraverso l’ideazione di un progetto, il coordinamento della sua realizzazione, l’analisi dei risultati, la gestione di ciò che segue la messa in opera, la sua promozione e la gestione della reazione del pubblico (feedback). Ogni progetto (con obiettivi) pensato per la rete deve essere coordinato da un piano di web marketing.
Spesso si confondono il web marketing con la semplice promozione online o pubblicità di un sito sul web. In realtà così come la pubblicità tradizionale è uno strumento gestito dal piano di marketing, la campagna promozionale tramite banner e link pay per click è organizzata e gestita all’interno del piano di web marketing.
Le azioni di questa tipologia di web marketing contribuiscono a incrementare la conoscenza di marca e permettono di soddisfare differenti bisogni di comunicazione come: attirare l’utente, segnalare offerte ai navigatori o pubblicizzare il proprio sito web.
Tra gli strumenti di promotion marketing online figurano le tecniche classiche di pubblicità online come i banner e i cosiddetti rich media, ma anche modelli di advertising evoluti come: interstitial, banner pop-up, pop-under e le sponsorizzazioni
Il web marketing virale consiste nel riprodurre i benefici del passaparola tramite internet.
Per generare buzz o “viralizzare” una campagna promozionale il Web marketing virale utilizza prodotti e strategie unicamente legate alle tecnologie web come: e-mail, video-virali, programmi tell-a-friend, web 2.0, blog.
Lontano dal contrapporsi alle tradizionali regole del marketing, il Web marketing virale si intergra perfettamente nelle campagne pubblicitarie quando viene utilizzato per lanciare un nuovo prodotto o per testare il bacino d’utenza potenziale di un nuovo servizio.
Il Web marketing virale è molto indicato per la rapida creazione di mailing-list non targettizzate che in seguito, con le tecniche del web marketing classico, potranno essere raffinate per realizzare nicchie di mercato utili.
È la struttura portante dell’intero progetto di web marketing. Stendendo il piano, bisogna descrivere chiaramente:
CHICAGO (Reuters) - I timori che Internet e i servizi di social networking come MySpace rappresentino una minaccia per la sicurezza dei bambini potrebbero essere sovrastimati, secondo una ricerca realizzata da esperti di tecnologia e studiosi.
Il rapporto, diffuso oggi, suggerisce che le più grandi minacce alla sicurezza dei bambini online possono arrivare da altri bambini e che i loro comportamenti possono contribuire ai problemi che incontrano.
“I minori non sono ugualmente a rischio online”, spiega lo studio. “Quelli più in pericolo spesso hanno atteggiamenti rischiosi e hanno difficoltà in altre parti della loro vita”.
La ricerca è stata prodotta dall’Internet Safety Technical Task Force, creata lo scorso febbraio da 49 procuratori generali statali.
“I rischi che i minori affrontano online sono complessi e sfaccettati, e nella maggior parte dei casi non particolarmente diversi da quelli che affrontano offline, e … diventando più grandi, i minori stessi contribuiscono ad alcuni di questi problemi”, spiega lo studio.
La Task Force include dirigenti dei servizi di social networking come Facebook e MySpace di News Corp e di altre società media e tecnologiche come Yahoo, Verizon e Aol di Time Warner.
Le scoperte potrebbero essere importanti per Facebook and MySpace. Entrambi i siti hanno un grosso numero di membri giovanissimi e i genitori hanno espresso timori sull’approccio dei figli a questi newtwork.
Entrambi hanno firmato accordi con i procuratori generali per aumentare i loro sforzi nel proteggere i più giovani dai molestatori.
MySpace ha ricevuto una causa nel 2006 da una 14enne che aveva detto di essere stata aggredita da un 19enne conosciuto sul sito.
Diffuso dal Berkman Center for Internet & Society dell’università di Harvard, il rapporto suggerisce che la più grande minaccia alla sicurezza dei bambini online deriva dai bambini stessi.
Il bullismo e le molestie, specie tra i pari, sono il problema più frequente che i minori affrontano sia sul Web che altrove.
Non tutti però sono d’accordo. John Phillips, membro della task force e dirigente di Aristotle, società che realizza software che verificano l’identità e l’età delle persone su Internet, sostiene che accusare figli e genitori non sia la risposta.
“Genitori e figli devono essere più attenti”, spiega in una intervista telefonica, aggiungendo però che anche l’industria deve fare di più per proteggere i minori dai molestatori.
MySpace, che ha contribuito a finanziare lo studio, ha detto in una nota di appoggiare pienamente le conclusioni chiave dello studio, sottolineando che “non ci sono singole soluzioni tecnologiche indirizzate ad un rischio specifico”.
Altre società che hanno finanziato lo studio includono Microsoft, Viacom, AT&T, Symantec, Turner Broadcasting, Loopt e Linden Lab, creatore della comunità online Second Life.
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Il progressivo a novembre 2008 rispetto a novembre 2007 risulta essere positivo (+16%); in particolare, la tipologia Ad banners cresce del +22%; Sponsorizzazioni e bottoni del +16%; Altre Tipologie del +23%; E-mail e newsletter crescono del +5%. Si registra invece una flessione della tipologia SMS -1% e della tipologia Keywords -10%.
L’andamento del mese di novembre 2008, rispetto allo stesso mese del 2007, registra un calo totale del - 4%.
Considerando ogni tipologia di prodotto, si rileva che Ad banners cresce del + 4% mentre Sponsorizzazioni e bottoni diminuiscono del - 9%; la voce Altre tipologie presenta un incremento del +1%; diminuiscono inoltre del - 24% gli SMS , - 16% le E-mail e newsletter e del - 24% le Keywords. Considerando l’anno in corso, il mese di novembre 2008 ha registrato nel totale un calo rispetto al mese di ottobre 2008 (- 8 %). Nel dettaglio: Ad banners - 9%, Sponsorizzazioni e bottoni - 12%, Altre Tipologie - 5%, SMS - 4%, E-mail/Newsletter - 6%, Keywords - 4%. Ricordiamo che nel 2007 i fatturati dichiarati erano lordi e nel 2008 le dichiarazioni sono tutte relative ai fatturati netti.
Cina, boom degli utenti web
Il rapporto precisa che la cifra di 298 milioni di utenti della rete, più o meno pari all’ intera popolazione degli Usa, é stata registrata alla fine dell’ anno scorso. Il numero di utenti della rete, aggiunge il rapporto, è cresciuto più rapidamente nelle zone rurali che in quelle urbane. Nelle campagne la crescita è stata del 60,8 per cento, contro il 35,6 registrato nelle città.
Alla fine del 2008, le persone che tenevano un blog su Internet erano 162 milioni. Il rapporto prevede per i prossimi anni un forte aumento della diffusione dei telefoni cellulari, dopo che il governo ha concesso a tre società cinesi l’ autorizzazione a sviluppare i telefonini di terza generazione (3G). Oggi sono 633,8 milioni i cinesi che usano i cellulari.
A quasi tre anni dalla sua creazione, sono tre milioni gli indirizzi internet in “.eu”. Lo ha reso noto la Commissione europea. L’ultima registrazione, di un cittadino tedesco, risale all’11 gennaio scorso. L’indirizzo è al quarto posto fra i domini internet più diffusi a livello europeo e al nono per quanto riguarda quelli a livello mondiale.
Promuovendo un’identità online specificamente europea, il dominio “.eu”, spiega l’esecutivo europeo, aiuta i cittadini e le imprese a sfruttare meglio le occasioni offerte dal mercato unico.
Ad adottare il dominio per la loro presenza sul web sono multinazionali e Pmi, Ong e gruppi di riflessione, ma anche singoli cittadini.
Secondo una recente indagine citata dalla Commissione, il registro del dominio “.eu” mostra che gli utenti non solo lo considerano l’identità internet autenticamente europea, ma ritengono l’indirizzo anche «moderno e innovativo». La maggior parte è stata registrata nei paesi Ue con la popolazione più numerosa e la penetrazione internet più elevata. La Germania resta in testa con il 30%, seguita da Olanda (14%), Gran Bretagna (12%), Francia (8%) e Polonia (6%).
Come certamente saprete, il dipendente che fuma, oltre ad essere un costo per se stesso, lo è anche per l’Azienda. Vari studi hanno stabilito che questo costo diretto equivale a circa 1 mese e mezzo di retribuzione e deriva da: minore produttività (100/180 ore di pause non autorizzate); maggiore assenteismo (circa 5 giorni in più di malattia rispetto ad un non fumatore). A questo vanno aggiunti altri costi indiretti dettati da maggior conflittualità fra dipendenti fumatori e non fumatori, minor sicurezza sul lavoro, peggior immagine aziendale (minor pulizia e degrado degli ambienti).
Poiché il tabagismo, nonostante la recente legislazione, continua ad essere una delle maggiori piaghe che affliggono la salute pubblica, le Aziende possono avere una parte importante nel risolvere questo grave problema: dallo svolgere un ruolo di sensibilizzazione sociale che comprende, tra l’altro, l’attuazione di una politica di non fumo, all’assicurare, di conseguenza, un ambiente di lavoro sano. E il semplice divieto di fumare all’interno della ditta spesso non basta.
È ovvio che la soluzione necessita l’impiego di grandi energie e cambiamenti a livello culturale, educativo, sociale ma le Aziende possono svolgere una funzione importantissima nell’aiutare i propri dipendenti a liberarsi da questa schiavitù.
una politica di sensibilizzazione al fumo, convenzioni con centri per la cura del tabagismo consentono di ottenere in poco tempo:
e un sensibile risparmio.
E’ quindi dovere di ogni manager trovare il modo di aiutare i propri dipendenti a smettere di fumare, io personalmente ho smesso con il metodo easyway (http://www.easywayitalia.it/) mi è bastato comprare il libro e leggerlo, per un costo totale di 10 euro, spesa più che accettabile direi. le sedute costano un po’ di più, 360 Euro, ma in caso di fallimento con il libro credo che siano comunque soldi ben spesi.
Saluti!
Internet? Più utilizzata al nord. Purtroppo dall’indagine che Eurostat ha recentemente pubblicato sul rapporto tra cittadini Europei e Internet, risulta che nel nostro Paese le potenzialità della Rete vengono sottovalutate per scarsa diffusione della cultura informatica.
Mentre l’Olanda viaggia su una percentuale pari all’86% e Svezia e Norvegia registrano 84 punti percentuali, in Italia solo 4 famiglie su 10 accedono regolarmente ad Internet; in Germania le famiglie “internaute” sono 7,5 su 10, in Inghilterra 7,1. Il Belpaese si attesta su percentuali simili a quelle della Bulgaria e della Romania; mentre nel resto d’Europa circa 25 cittadini su 100 sono disposti ad effettuare acquisti on line tramite siti di Commercio Elettronico, questa percentuale scende al 7 in Italia.
Un simpatico video ce lo spiega in poche parole:
Si è svolto a Priverno, venerdì 14 novembre, nella suggestiva location della vineria “Tacconibus” di via S. Giovanni, il 1° Facebook Party della nostra città. Ad organizzare l’evento legato al “social network” attualmente più in voga tra i navigatori di Internet, Alberto Battisti.
La vineria Tacconibus (vineria è riduttivo dato che è anche un meraviglioso B&B) è da qualche mese cliente d’elite della Egorego.com, grazie al triplice sito www.tacconibus.com.
Vi invitiamo a visitare il sito per rendervi conto di cosa stiamo parlando grazie alla ricca galleria pubblicata su Flickr e ai suggestivi video dei concerti che, di tanto in tanto, regalano un sottofondo musicale alle specialità culinarie dei fratelli Tacconi.
Per altre informazioni sull’evento, visitata il sito della web-tv di Priverno!
Nell’ambito della knowledge engineering e nella knowledge representation, l’interesse nei confronti delle ontologie è partito intorno agli anni ’80, con i sistemi di rappresentazione della conoscenza come KL-ONE e CLASSIC.
Un importante sistema per lo sviluppo, la gestione e lo scambio di ontologie all’inizio degli anni ’90 è stato l’ONTOLINGUA, il quale usa un KIF (knowledge interchange format) interno, ma è in grado di cooperare con molti linguaggi di knowledge representation (ontologie) come KL-ONE, LOOM e CLASSIC.
I linguaggi usati per le ontologie erano determinati dal programma utilizzato per creare l’ontologia. Sistemi come KL-ONE, CLASSIC e LOOM usavano ciascuno il proprio linguaggio, il sistema Ontolingua invece, essendo capace di tradurre le ontologie in diversi linguaggi, permetteva una maggiore interoperabilità.
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