Pubblicità/ Web adv sempre più su. Cina, boom di Internet: 298 milioni sul web

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Il progressivo a novembre 2008 rispetto a novembre 2007 risulta essere positivo (+16%); in particolare, la tipologia Ad banners cresce del +22%; Sponsorizzazioni e bottoni del +16%; Altre Tipologie del +23%; E-mail e newsletter crescono del +5%. Si registra invece una flessione della tipologia SMS -1% e della tipologia Keywords  -10%.
L’andamento del mese di novembre 2008, rispetto allo stesso mese del 2007, registra un calo totale del - 4%.

Considerando ogni tipologia di prodotto, si rileva che Ad banners cresce del + 4% mentre Sponsorizzazioni e bottoni diminuiscono del - 9%;  la voce Altre tipologie presenta un incremento del +1%; diminuiscono inoltre del - 24% gli SMS , - 16% le E-mail e newsletter e del - 24% le Keywords. Considerando l’anno in corso, il mese di novembre 2008 ha registrato nel totale un calo rispetto al mese di ottobre 2008 (- 8 %). Nel dettaglio: Ad banners  - 9%, Sponsorizzazioni e bottoni - 12%, Altre Tipologie - 5%, SMS - 4%, E-mail/Newsletter - 6%, Keywords - 4%. Ricordiamo che nel 2007 i fatturati dichiarati erano lordi e nel 2008 le dichiarazioni sono tutte relative ai fatturati netti.

Cina, boom degli utenti web

In Cina le persone che usano Internet sono oggi 298 milioni, vale a dire il del 41 per cento più che nel 2007. Lo afferma un rapporto del Centro per l’ Informazione su Internet in Cina, un organismo governativo. Lo studio indica che l’anno scorso è cresciuto anche il numero delle persone che si collegano ad internet con i telefoni cellulari, che sono state 117 milioni, con un aumento del 133 per cento rispetto all’ anno precedente.

Il rapporto precisa che la cifra di 298 milioni di utenti della rete, più o meno pari all’ intera popolazione degli Usa, é stata registrata alla fine dell’ anno scorso. Il numero di utenti della rete, aggiunge il rapporto, è cresciuto più rapidamente nelle zone rurali che in quelle urbane. Nelle campagne la crescita è stata del 60,8 per cento, contro il 35,6 registrato nelle città.

Alla fine del 2008, le persone che tenevano un blog su Internet erano 162 milioni. Il rapporto prevede per i prossimi anni un forte aumento della diffusione dei telefoni cellulari, dopo che il governo ha concesso a tre società cinesi l’ autorizzazione a sviluppare i telefonini di terza generazione (3G). Oggi sono 633,8 milioni i cinesi che usano i cellulari.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/mediatech/cina-internet140109.html

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Internet: l’Italia è indietro, poca cultura informatica

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Internet? Più utilizzata al nord. Purtroppo dall’indagine che Eurostat ha recentemente pubblicato sul rapporto tra cittadini Europei e Internet, risulta che nel nostro Paese le potenzialità della Rete vengono sottovalutate per scarsa diffusione della cultura informatica.

Mentre l’Olanda viaggia su una percentuale pari all’86% e Svezia e Norvegia registrano 84 punti percentuali, in Italia solo 4 famiglie su 10 accedono regolarmente ad Internet; in Germania le famiglie “internaute” sono 7,5 su 10, in Inghilterra 7,1. Il Belpaese si attesta su percentuali simili a quelle della Bulgaria e della Romania; mentre nel resto d’Europa circa 25 cittadini su 100 sono disposti ad effettuare acquisti on line tramite siti di Commercio Elettronico, questa percentuale scende al 7 in Italia.

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Cosa è il Web Semantico?

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Un simpatico video ce lo spiega in poche parole:

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Guadagnare con il Web Semantico

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Ammesso che l’immagine data sin’ora del Web Semantico possa risultare affascinante, sicuramente la domanda alla quale ora si vorrebbe una risposta è: “Perché le società dovrebbero investire nel Web 3.0?”.

Una prima risposta approssimativa, suggerita Michael C. Daconta, Leo J. Obrst e Kevin T. Smith è “perché la società che possiede le migliori informazioni, sa come trovarle e può utilizzarle il più velocemente possibile, vince.”.

In una società comune descritta a rischio da “eccesso di informazioni”, possiamo affermare con certezza che è necessario essere in grado di raggiungere l’informazione necessaria in modo rapido e performante, in modo tale da poter affrontare decisioni essendo ben informati sui fatti. Sappiamo anche che la conoscenza strutturata, ovvero dati digitali strutturati, sono molto importanti a tal fine.

L’impresa che è in grado di raggiungere le informazioni velocemente, prendere le decisioni in un clima “informato” e che è cosciente di tutto questo, è una società che può vantare uno sprint competitivo non indifferente. «Knowledge Management is the key»[1]

Il discorso fatto fin’ora potrebbe comunque sembrare banale e scontato dato che non aggiunge, apparentemente, nulla di innovativo: quale imprenditore vorrebbe rinunciare ad una buona conoscenza? Chi non vorrebbe accedere ad informazioni selezionate? La novità, il cuore del discorso, consiste nel fatto che le tecniche tradizionali di knowledge management sono ormai inadeguate rispetto alla nuova realtà. Le sfide lanciate dall’information overload della rete, l’inefficienza della ricerca per keywords, la mancanza di fonti di notizie certificate e l’incapacità delle macchine di processare il linguaggio umano stanno lentamente sovrastando le capacità degli attori attuali di reggere il confronto.

La soluzione del Web Semantico intende dare una struttura al caos delle informazioni, ovvero strutturare secondo tecniche digitali la nostra conoscenza. Proprio per questo, i primi passi da muovere nella soluzione semantica, riguardano la nostra capacità di attribuire delle categorie ai nostri concetti, trascrivere in modo comprensibile per i computer le nostre definizioni. Ancor più importante è la valutazione e la certificazione dell’autorità e dell’importanza delle informazioni, ovvero collegare ad ogni nuova informazione delle risorse pregresse ed affidabili. Attualmente possediamo la tecnologia per realizzare tutto questo, abbiamo la possibilità di trarre beneficio dall’incalcolabile mole di informazioni che inonda hard-disk di tutto il mondo.

La “semantic web layer cake” rappresenta il ruolo della conoscenza nel campo dell’organizzazione di un’impresa. Idealmente la gestione della conoscenza può relazionarsi con qualsiasi aspetto dell’impresa, dal marketing all’amministrazione, dallo sviluppo delle strategie alla rete di vendita. Se si riuscisse a radunare tutti i settori intorno ad un’unica struttura informativa, si potrebbero organizzare, gestire e condividere in modo centralizzato e con un grande risparmio di risorse.

Se gli esperti del marketing avessero rapido accesso alle informazioni, e se questo rapido accesso fosse garantito anche all’assistenza clienti, all’ufficio stampa, all’amministrazione e alla dirigenza, qualsiasi membro della struttura potrebbe prendere decisioni essendo informato, di conseguenza essendo molto più performante della concorrenza.

Immaginando lo scenario in cui si può trovare una grande società, non rimane difficile pensare che esiste una grande mole di informazioni (progetti, documenti, ricerche, ecc.) che rimangono a lungo “nascoste” agli occhi di responsabili o dirigenti. La mancanza di conoscenza può portare o alla duplicazione di lavoro, con conseguente perdita economica, o semplicemente alla perdita di opportunità. Se l’intera conoscenza della società fosse organizzata, condivisa e resa accessibile da un’applicazione web-based, in grado di far risparmiare tempo e soldi.

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